Suono, parola, luogo, lingua. Quindici anni di musica suonata e scritta, versi tenuti senza editing né addomesticamento, un diario di viaggio che racconta la Lombardia attraverso la sua storia e gli appunti sulle parlate del Nord Italia, dal lombardo orientale ai gerghi dei pastori. Roba che resta quando la tecnica si ferma, con una sua struttura, i suoi tempi, le sue regole tramandate.
Musica, versi, luoghi e lingue sono le quattro forme in cui l'attività di raccontare, che altrove faccio con il codice o con l'analisi, continua fuori dal lavoro tecnico. Suonare in banda, scrivere un aforisma di getto, annotare un luogo visitato, trascrivere una parola di dialetto sono lo stesso gesto, applicato a materiali diversi.
Quindici anni passati a suonare prima ancora che ad analizzare, tra ottoni in banda, drumline, una band autoprodotta e ricerca musicologica.
Aforismi e poesie tenuti così come sono nati, senza editing. Tracce di un pensiero in movimento, spesso in contraddizione con sé stesso.
Un diario di viaggio che racconta la Lombardia attraverso la sua storia, popoli, confini, secoli di frattura e ricomposizione.
Le parlate del Nord Italia viste da Bergamo, con la grafia e la grammatica del lombardo orientale, le parole celtiche e longobarde, i gerghi segreti di pastori e calderai.
Quindici anni di musica suonata, scritta e studiata: dagli ottoni in banda alla drumline della MillenniuM Drum & Bugle Corps, da una band alternative rock autoprodotta al progetto di ricerca musicologica AE Records.
Concerti, drill show internazionali, dischi autoprodotti e gli spunti artistici, da Bepi De Marzi a Sun Ra, che continuano a orientare il modo in cui penso la musica, anche quando non la sto suonando.
Una raccolta di pensieri sciolti e versi scritti nel corso del tempo, senza editing né addomesticamento: frammenti di logica, rabbia, solitudine e critica, così come sono nati.
Non sono dichiarazioni programmatiche né posizioni definitive. Sono tracce di un pensiero in movimento, spesso in contraddizione con sé stesso. Vanno letti come tali.
Un diario in costruzione dei luoghi visitati in Lombardia e nelle zone limitrofe, raccontato attraverso la storia della regione: dai Celti Insubri e Cenomani ai Longobardi, fino alla frattura del 1454 tra il Ducato di Milano a ovest e la Repubblica di Venezia a est.
Una linea del tempo dalla preistoria a oggi e una scheda per ciascuna delle 12 province lombarde, pronte ad accogliere foto e appunti man mano che i luoghi verranno aggiunti, a partire da Bergamo, la mia terra.
Gli appunti raccolti negli anni sulle parlate dell'Italia settentrionale, con il lombardo orientale al centro. La classificazione dei dialetti gallo-italici di Biondelli, le grafie LOS e LOF, la grammatica, i nomi dei mesi e dei giorni da una valle all'altra, le parole lasciate dai Celti e dai Longobardi.
L'ultima parte è dedicata ai gerghi di mestiere, dal gaì dei pastori bergamaschi al tarom dei calderai della Val di Sole fino al rügín dei magnani ticinesi, con un dizionario che cerca in tutti i glossari e nel vocabolario italiano-bergamasco.
Le creature che si raccontavano la sera e i fuochi che si accendono ancora a fine gennaio. La Dòna del zöch che ai lavatoi chiede per chi è la notte, Arlecchino con il suo passato di capo dei morti, la Giubiana e il Zenerù di Ardesio che finiscono nel falò.
Ogni figura ha una famiglia in una tassonomia e una storia ricondotta ai miti antichi, da Ecate a Silvano, con il grado di certezza di ciascuna parentela. Si entra rispondendo alla domanda della Dòna del zöch, poi si esplora da una mappa notturna, dalla ruota dell'anno o dalle famiglie, seguendo i sentieri da una figura all'altra.
La scrittura a cerchi dei Signori del Tempo di Doctor Who, nella versione ideata da Loren Sherman. È una lingua inventata e sta qui per il piacere di disegnarla.
La pagina spiega le regole in italiano e ha uno strumento che disegna parole, frasi e numeri mentre scrivi, con il risultato da scaricare.