Tesi
Non esiste, allo stato delle prove, un’unica organizzazione che gestisce l’abuso di minori nel mondo. Esiste però uno schema che si ripete: un luogo chiuso, un sistema di reclutamento di persone vulnerabili, un materiale di ricatto, una protezione istituzionale e un patto di silenzio. Dove questo schema è documentato (Epstein) spiega molto. Dove è solo ipotizzato, è lo stesso schema a rendere credibile l’ipotesi, e anche a rendere credibili i miti che ci crescono sopra.
Nota di metodo
I materiali raccolti hanno pesi molto diversi. Nel testo li distinguo così:
- A Accertato: sentenze, atti giudiziari, documenti pubblicati, ammissioni dirette.
- C Controverso: accuse, testimonianze, ricostruzioni giornalistiche non confermate in giudizio.
- S Speculativo: teorie circolate online, letture simboliche, ipotesi mie.
Tenere separati i tre livelli non indebolisce l’argomento: è ciò che permette di capire dove finisce il fatto e dove comincia il racconto.
1. Lo schema
Prima dei casi, il modello. Leggendo le vicende una accanto all’altra emergono cinque elementi costanti:
- Il recinto: un’isola, un ranch, una villa, un club, una festa privata. Uno spazio sottratto allo sguardo esterno.
- Il reclutamento: ragazze e ragazzi poveri, istituzionalizzati, stranieri, o in cerca di una carriera. Spesso sono le vittime stesse a reclutarne altre.
- Il ricatto: registrazioni, fotografie, debiti, contratti. Chi partecipa diventa ricattabile, e quindi affidabile.
- La protezione: procuratori accomodanti, indagini archiviate, investigatori rimossi, accordi extragiudiziali.
- Il silenzio: chi sta nel giro agisce al di sopra della legge purché rispetti il patto.
Ogni sezione che segue va letta come una verifica di questo schema: quali elementi sono provati, quali mancano, quali sono stati aggiunti dall’immaginazione collettiva.
2. Chi abusa: cosa dice la ricerca
Parlare di “circuito della pedofilia” richiede prima di chiarire di cosa si parla, perché il termine copre due cose diverse.
Pedofilia e abuso non coincidono. La pedofilia è un’attrazione sessuale persistente verso bambini prepuberi; l’abuso su minori è un comportamento. Una parte consistente di chi abusa non è pedofila in senso clinico (agisce per opportunità, dominio, disponibilità della vittima), e non tutte le persone con attrazione pedofila commettono abusi. Le classificazioni attuali riflettono questa distinzione: il DSM-5 separa l’interesse pedofilico dal disturbo pedofilico, che richiede sofferenza soggettiva o il passaggio all’atto. È in questo senso che va inteso l’argomento, emerso in una conversazione privata che mi ha orientato su questi studi, secondo cui la parafilia in sé non andrebbe classificata come malattia: è una posizione presente nel dibattito, non un consenso. Della distinzione tra parafilia e disturbo parafilico, e del quadro clinico completo, mi occupo nella sezione sulla pedofilia del libro di Psicologia Ontologica.
L’ipotesi neuroevolutiva A. L’idea, più vecchia, che la pedofilia derivi essenzialmente da un trauma o da un apprendimento è stata affiancata dal 2002 in poi da una serie di studi, soprattutto del gruppo di Toronto (Ray Blanchard, James Cantor), che la descrivono come un’anomalia dello sviluppo, in parte prenatale. I correlati riportati sono:
- QI inferiore alla media (Cantor et al., 2004; meta-analisi del 2005);
- statura inferiore (Cantor et al., 2007);
- maggiore frequenza di mancinismo, indicatore classico di perturbazioni dello sviluppo precoce;
- più traumi cranici con perdita di coscienza prima dei 13 anni (Blanchard et al., 2002);
- minore volume di sostanza bianca in fasci che collegano le aree coinvolte nel riconoscimento degli stimoli sessuali (Cantor et al., 2008; conferma con DTI nel 2015).
Altri gruppi hanno invece trovato differenze nella sostanza grigia: amigdala e strutture limbiche (Schiltz et al., 2007), circuiti fronto-striatali (Schiffer et al., 2007). La rassegna critica di Mohnke et al. (2014) sottolinea proprio questo: i risultati non sono uniformi, i campioni sono piccoli e le sedi delle anomalie cambiano da studio a studio.
Il limite decisivo. Quasi tutti questi studi sono stati condotti su uomini condannati. Quando il consorzio tedesco NeMUP ha confrontato pedofili che hanno abusato con pedofili che non l’hanno mai fatto (Schiffer et al., 2017; Gerwinn et al., 2018), molte differenze, a partire dal QI più basso, sono risultate legate al reato più che all’attrazione. In altre parole: parte di ciò che era stato attribuito alla pedofilia descrive in realtà chi viene preso.
La mia ipotesi S. Vorrei collegare questi dati a due idee che restano da verificare:
- che l’ipersensibilità emotiva possa essere correlata, perché presenta una disregolazione analoga dell’amigdala rispetto alla corteccia prefrontale;
- che alla base ci sia un inconscio poco sviluppato, cioè una capacità ridotta di elaborazione simbolica, per cui la proiezione resta letterale invece di trasformarsi in simbolo.
Nella Psicologia Ontologica formulo questa seconda idea in termini di funzioni: il soggetto proietta sul bambino la propria funzione inferiore, spesso un Sentimento introverso represso che cerca espressione come «cura» per un essere percepito come puro, e scambia per empatia quella che è una sensazione generata interamente dal proprio sistema predittivo, non dalla realtà psicologica del bambino. È il motivo per cui le terapie lavorano sull’empatia verso la vittima. Se poi il Sentimento abbia davvero una controparte nella rete cerebrale della salienza, di cui l’amigdala è un nodo, è ciò che l’Esperimento prova a verificare con criteri falsificabili.
Nessuna di queste ipotesi è dimostrata dagli studi citati, che non misurano né la sensibilità emotiva né la funzione simbolica.
Perché questo conta per il resto dell’articolo. Il profilo che esce dalla letteratura (deficit cognitivi, anomalie dello sviluppo, marginalità) è l’opposto di quello dei protagonisti delle prossime sezioni: finanzieri, produttori, politici, accademici. Inoltre le vittime di Epstein erano in gran parte adolescenti, non bambine prepuberi: clinicamente non è nemmeno pedofilia in senso stretto. Ne segue che il circuito d’élite non si spiega con la parafilia. Si spiega con il potere: la disponibilità di corpi come privilegio, l’impunità come prova di appartenenza, il ricatto come collante. La neurologia spiega l’individuo isolato; i casi che seguono chiedono una spiegazione sociale.
3. Il caso modello: Jeffrey Epstein
È l’unico caso in cui tutti e cinque gli elementi dello schema sono documentati. Le fonti di questa sezione sono elencate in fondo, in Materiali e verifiche, punto per punto.
3.1 Il sistema A
Epstein, finanziere passato da Bear Stearns alla gestione in proprio di patrimoni di clienti ultra-ricchi, reclutava ragazze, anche minorenni, con la promessa di 200 dollari per un massaggio, e poi le spingeva a reclutarne altre. Nessuno ha mai chiarito del tutto l’origine della sua ricchezza. La sua vera competenza era intrecciare relazioni.
Ghislaine Maxwell, figlia del magnate dei media Robert Maxwell, non era una semplice compagna: reclutava, accompagnava, presentava, tranquillizzava. La sua condanna del 2021 per traffico sessuale di minorenni ha stabilito che il sistema era organizzato, premeditato e gestito da più persone.
I recinti erano più d’uno: Little St. James, isola di circa 30 ettari nelle Isole Vergini americane; la townhouse di New York; Zorro Ranch in New Mexico, circa 8.000 acri tra terreni di proprietà e in concessione, con pista d’atterraggio privata, dove nel 1996 Annie Farmer, allora sedicenne, fu costretta da Maxwell a un massaggio a seno nudo.
3.2 La protezione A
Nel 2008 il procuratore Alexander Acosta negoziò in Florida un patteggiamento divenuto emblematico: 13 mesi in regime semiaperto, con permesso di lavoro diurno. Acosta diventò poi Segretario al Lavoro con Trump e si dimise nel 2019, quando il caso tornò alla ribalta.
Nel luglio 2019, dopo l’inchiesta del Miami Herald, Epstein fu arrestato a New York con accuse federali. Un mese dopo fu trovato impiccato in cella: guardie addormentate, telecamere non funzionanti, protocolli violati. La versione ufficiale è il suicidio; le circostanze spiegano da sole perché quasi nessuno ne sia rimasto convinto.
3.3 La rete AC
La distinzione tra frequentazione e complicità è rimasta spesso nebulosa, e la giustizia ha agito in pochi casi.
- Principe Andrea. Virginia Giuffre lo accusò di averla abusata a 17 anni in tre occasioni (Londra, New York, Little St. James). Nel memoir postumo Nobody’s Girl scrive che Epstein le diede 15.000 dollari dopo il primo incontro. Andrea ha sempre negato, anche nella disastrosa intervista a Newsnight del 2019 (la pizzeria di Woking). Ha perso i titoli militari nel gennaio 2022, ha chiuso la causa con un accordo milionario senza ammissione di colpa nel febbraio 2022, e nell’ottobre 2025 Carlo ha avviato la rimozione dei titoli residui. In un’email del 28 febbraio 2011, resa nota nell’ottobre 2025, scrive a Epstein: «We are in this together and will have to rise above it. Otherwise keep in close touch and we’ll play some more soon!!!!». Il 19 febbraio 2026 è stato arrestato per sospetto abuso d’ufficio (avrebbe passato a Epstein documenti commerciali riservati quando era inviato per il commercio, nel 2010) e rilasciato dopo circa undici ore senza incriminazione.
- Bill Clinton. Ha sempre negato di essere stato sull’isola. I registri di volo lo collocano sul jet di Epstein nel 2002 e 2003, per viaggi in Europa, Asia e Africa: quattro secondo il suo ufficio, almeno 26 tratte secondo il conteggio di Fox News del 2016. Gli stessi registri non mostrano voli verso St. Thomas, l’aeroporto che serve l’isola.
- Bill Gates. Conosce Epstein nel 2011, tre anni dopo la condanna. Il 19 febbraio 2026 annulla, poche ore prima di salire sul palco, il discorso all’India AI Impact Summit di Nuova Delhi; la fondazione non cita Epstein, ma la decisione segue il rilascio delle email. Ai dipendenti dice che frequentarlo «è stato un errore enorme». La commissione di vigilanza della Camera USA lo ha convocato per un’audizione a porte chiuse fissata al 10 giugno 2026. Nessun documento lo accusa di reati.
- Stephen Hawking. Compare circa 250 volte nei file, quasi sempre in modo periferico: un simposio di fisica finanziato da Epstein a St. Thomas nel 2006, una foto con due donne che la famiglia identifica come assistenti mediche, un giro in sottomarino. Mai accusato di reati. La foto in abito da principessa in braccio a Clinton è generata con IA.
- Il mondo accademico. Nel 2019 Richard Stallman si dimette da MIT e FSF per i commenti su Epstein e Marvin Minsky.
- L’ondata del 2026. Il 30 gennaio 2026 il Dipartimento di Giustizia pubblica oltre tre milioni di pagine. Nelle settimane successive lasciano i loro incarichi, tra gli altri:
- Miroslav Lajčák, consigliere per la sicurezza nazionale slovacco (31 gennaio);
- Peter Mandelson, che esce dal Partito Laburista (1° febbraio) e dalla Camera dei Lord (3 febbraio) e viene arrestato il 23 febbraio per sospetto abuso d’ufficio; di riflesso Morgan McSweeney, capo dello staff di Starmer (8 febbraio);
- Joanna Rubinstein, presidente di Sweden for UNHCR (2 febbraio), per una visita all’isola nel 2012;
- Brad Karp, che lascia la presidenza dello studio Paul Weiss (4 febbraio) restandone socio;
- Jack Lang, presidente dell’Istituto del Mondo Arabo (6-7 febbraio), indagato in Francia;
- Mona Juul, ambasciatrice norvegese (8-9 febbraio): Epstein aveva destinato cinque milioni di dollari a ciascuno dei suoi due figli;
- Kathy Ruemmler, responsabile legale di Goldman Sachs (annuncio del 12 febbraio);
- Sultan Ahmed bin Sulayem, sostituito alla guida di DP World (13 febbraio);
- George J. Mitchell, presidente onorario del Mitchell Institute (febbraio);
- Børge Brende, presidente del World Economic Forum (26 febbraio).
L’ampiezza dell’elenco è il dato: finanza, diritto, diplomazia, cultura, logistica, filantropia. Non un ambiente, ma il punto in cui gli ambienti si toccano.
3.4 Epstein e Diana C
Secondo Controversy di Ian Halperin, Epstein avrebbe avuto un’ossessione per Lady Diana: l’avrebbe fatta seguire, le avrebbe mandato regali anonimi, ne avrebbe conosciuto dettagli intimi, e sarebbe stato deriso quando si dichiarò. Di questo racconto non ho trovato riscontri indipendenti. Riscontrabili sono invece tre elementi. Michael Wolff, in Too Famous (2021), riferisce che Epstein gli disse di averla «accompagnata in qualche occasione», senza indicare dove e senza fotografie; in una bozza di profilo scritta da Wolff e mandata a Epstein perché la controllasse, Epstein siede accanto a Diana alla cena della Serpentine Gallery del 1994. Maria Farmer ha raccontato che Maxwell trovava divertente prendersi gioco di Diana e si vantava di averla fatta piangere. Tra gli oggetti di Epstein è stato trovato, incorniciato e chiuso in un armadio, un ritaglio del Times del 1994 con il revenge dress, indossato proprio a quella cena: le fonti lo collocano chi sull’isola, chi nella casa di New York. È l’unico oggetto fisico che lega i due nomi.
Il principe Harry, in Spare (2023), non collega la morte della madre a Epstein, ma nota che allo zio accusato di violenza sessuale nessuno pensò di togliere la scorta, e definisce «semplicistica e assurda» la conclusione delle indagini sull’incidente di Parigi. Oltre questo punto non ci sono prove: un collegamento tra Epstein e la morte di Diana resta S.
3.5 L’eugenetica A
È il filone più documentato e, per me, il più rivelatore, perché mostra che cosa quel potere pensava di sé.
- Già nel 2019 il New York Times riferì il piano di «inseminare il genere umano con il proprio DNA» fecondando fino a venti donne alla volta a Zorro Ranch, sul modello del Repository for Germinal Choice.
- Nel 2003 donò 6,5 milioni di dollari a Harvard per il Program for Evolutionary Dynamics di Martin Nowak; sostenne e frequentò George Church e Gary Ruvkun; si fece sequenziare parte del genoma da un medico del Massachusetts General Hospital, che gli propose un programma da 193.400 dollari comprensivo della creazione di cellule staminali: di pagato risultano documentati solo 2.000 dollari.
- Nei file del 2026: a Noam Chomsky scrive che il divario nei test tra bianchi e neri americani sarebbe genetico e correggibile; a Joscha Bach parla di modificare geneticamente le persone nere per renderle «più intelligenti».
- Nel 2012 presenta alle Isole Vergini il progetto Southern Trust: sequenziare il DNA degli abitanti di St. Thomas e vendere i dati alle case farmaceutiche. «È la versione Frankenstein, ma è vera, sì».
- In un’email dell’agosto 2012 chiede aiuto per reclutare crittografi delle agenzie di intelligence, NSA compresa, e “decifrare” il codice genetico; non risulta che qualcuno sia stato reclutato. Si definisce transumanista; avrebbe voluto farsi congelare testa e pene.
Il nesso con la sezione 2 è diretto: chi tratta i corpi altrui come materiale di consumo tratta la specie come materiale di progetto. L’abuso e l’eugenetica sono due espressioni della stessa idea di gerarchia tra esseri umani.
4. Il filo del denaro: IOR, JP Morgan, Emanuela Orlandi
Qui lo schema si sposta dal sesso alla finanza. Il collegamento non è che Epstein abbia rapito Emanuela Orlandi: non c’è alcuna prova, né che abbia mai messo piede nel cimitero Teutonico. Il collegamento è una banca.
I punti fermi A.
- Emanuela Orlandi, 15 anni, cittadina vaticana, scompare a Roma nel 1983. Una delle piste storiche è finanziaria: il sequestro come garanzia o ricatto per i soldi perduti nel crack del Banco Ambrosiano (Roberto Calvi, trovato impiccato sotto il Blackfriars Bridge nel 1982).
- JP Morgan è per decenni la banca di Epstein, ed è anche una banca attraverso cui passano flussi dello IOR. Nel 2010 la procura di Roma sequestra 23 milioni di euro dello IOR, in gran parte diretti a JP Morgan Francoforte. Ettore Gotti Tedeschi viene estromesso dalla presidenza dello IOR nel 2012; nello stesso anno JP Morgan chiude i rapporti con il Vaticano.
- Nei file pubblicati dal Dipartimento di Giustizia c’è un PDF intitolato come la causa civile delle Isole Vergini contro JP Morgan che contiene una rassegna stampa sull’apertura delle tombe del Teutonico nel 2019. Non fa parte dell’inchiesta sui crimini sessuali, e nessuno ha chiarito perché si trovi lì.
- Il 21 febbraio 2013, dieci giorni dopo l’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI, Jeffrey Epstein inoltra a Larry Summers, che gliene aveva chiesto conto una settimana prima, un testo ricevuto circa un’ora prima dal giornalista omonimo Edward Jay Epstein. La tesi: il cambiamento più importante in Vaticano non è il ritiro del Papa ma il cambio al vertice dello IOR. Il testo contiene errori di fatto (Gotti Tedeschi non fu coinvolto in uno schema di tangenti; von Freyberg fu nominato dopo l’annuncio, non prima) e non porta dati nuovi: documenta l’interesse di Epstein, non un retroscena.
- L’11 luglio 2019, cinque giorni dopo l’arresto di Epstein, due tombe ottocentesche del Teutonico vengono aperte su segnalazione anonima: sono vuote. Sotto una di esse, secondo il comunicato vaticano, c’è un vano sotterraneo di circa quattro metri per tre e settanta, anch’esso vuoto, che la stampa descrive come in cemento armato e quindi incompatibile con una sepoltura dell’Ottocento.
- Nelle chat attribuite a monsignor Vallejo Balda e Francesca Chaouqui (commissione COSEA, creata da Francesco nel 2013), rese pubbliche nel maggio 2024 e datate 2013-14, si legge: «A settembre dobbiamo far sparire quella cosa della Orlandi e pagare i tombaroli». Balda nega di esserne l’autore; Chaouqui non conferma né smentisce e invoca il segreto.
- Nel 2019 Steve Bannon scrive a Epstein «Will take down Francis», a proposito di un documentario tratto da Sodoma di Frédéric Martel, che Epstein avrebbe finanziato e che non si fece.
Le parti controverse C.
- La cassa. Pietro Orlandi sostiene che Balda e Chaouqui avessero trovato una cassa di legno con documenti e oggetti di Emanuela (tra loro, la «cassa dei prosciutti») e che gli sia stato detto che è depositata a Santa Maria Maggiore. Che sia mai stata nel vano sotto il Teutonico è una sua deduzione dalla parola «tombaroli»; Chaouqui dice di non averla mai aperta. Nessuna conferma indipendente.
- L’hacker. Vincenzo Iozzo, ricercatore di sicurezza informatica presentato a Epstein da Joi Ito nel 2014, compare in migliaia di documenti fino al 2018; in un’email dell’agosto 2014 indica «il Vaticano e Monaco» come piccoli Stati sovrani adatti a sperimentare una valuta digitale. Il passaporto vaticano viene invece dal racconto di un informatore dell’FBI su un «hacker personale di Epstein» il cui nome è oscurato: l’identificazione con Iozzo è della stampa, non degli atti, e l’FBI non risulta aver verificato il racconto.
La lettura S. Messa in fila, la sequenza è questa: febbraio 2013, Epstein si interessa alla banca vaticana; luglio 2013, Francesco crea COSEA; 2013-14, dentro COSEA si parla di far sparire la «cosa della Orlandi»; 2019, si aprono le tombe e si arresta Epstein, mentre Bannon gli scrive di abbattere il Papa che sta aprendo quel cassetto. Poi i coperchi si richiudono: Epstein muore, le tombe vengono richiuse, JP Morgan paga un accordo extragiudiziale. È una teoria fredda: un archivio finanziario, una banca che serve entrambi i lati, e una ragazza scomparsa nel punto in cui le due piste si sfiorano. Le coincidenze di date non sono una prova; sono il motivo per cui la domanda resta aperta.
5. L’industria dell’intrattenimento: il caso Combs
I fatti A. Sean Combs (Puff Daddy, P. Diddy), rapper e produttore, fondatore della Bad Boy Records, è stato arrestato nel settembre 2024. Nelle perquisizioni delle sue case sono state sequestrate oltre mille bottiglie di olio per bambini e lubrificante, usate nelle feste che lui chiamava freak off, che venivano filmate. Nel luglio 2025 una giuria lo ha assolto dalle accuse più gravi (associazione a delinquere e traffico sessuale) e condannato per trasporto di persone a fini di prostituzione; la pena, inflitta il 3 ottobre 2025, è di 50 mesi più 500.000 dollari di multa.
Le accuse C. Nell’ottobre 2024 l’avvocato Tony Buzbee ha annunciato di rappresentare 120 presunte vittime (60 uomini e 60 donne), 25 delle quali minorenni all’epoca dei fatti, la più piccola di 9 anni, selezionate tra 3.285 persone che lo avevano contattato. Il numero di tremila che circola online è quindi quello delle segnalazioni, non delle denunce. A ottobre 2025 le cause civili depositate erano oltre settanta; alcune sono già state ritirate o respinte (tra queste, nel febbraio 2025, quella che coinvolgeva anche Jay-Z). Combs nega tutto. L’ex detective di Los Angeles Greg Kading sostiene che Combs avrebbe offerto un milione di dollari a Duane “Keffe D” Davis, membro dei Crips, per uccidere Tupac Shakur e Suge Knight, e che l’omicidio di Notorious B.I.G. sarebbe stata la vendetta commissionata da Knight. Davis è stato arrestato nel 2023 per l’omicidio di Tupac; Combs non è mai stato incriminato.
Il racconto virale S. Sui social il caso si è gonfiato ben oltre gli atti: Combs avrebbe trafficato e fatto rapire bambini, ucciso chi rifiutava, avuto un ruolo nelle morti di Michael Jackson e Lady Diana; alle premiazioni gli artisti ringrazierebbero Beyoncé per paura; Justin Bieber in Baby canterebbe «baby oil»; Michael Jackson avrebbe tenuto i bambini a Neverland per proteggerli dall’isola di Epstein. Nessuno di questi elementi ha riscontri, e alcuni sono impossibili per cronologia (Baby è del 2010; Jackson fu processato e assolto nel 2005; il legame con la famiglia reale passa per Epstein, non per Combs). Li riporto perché mostrano il meccanismo: quando un fatto vero conferma lo schema, il pubblico estende lo schema a tutto.
La mia ipotesi S. La faida tra East Coast (Bad Boy: Combs, Notorious B.I.G.) e West Coast (Death Row: Suge Knight, Tupac, Dr. Dre) è alle radici del rap commerciale. Mi chiedo se dietro gli interessi delle etichette non ci fosse il traffico di droga: artisti partiti dalla povertà che, diventati famosi, offrivano un canale di espansione ai trafficanti, dentro una gerarchia tenuta insieme da contratti, ricatti e abusi. Sullo sfondo ci sono le Rockefeller Drug Laws del 1973 nello Stato di New York, che riempirono le carceri di afroamericani e ispanici poveri: è un fatto che abbiano prodotto il contesto sociale da cui il rap è nato; che questo fosse un obiettivo è un’ipotesi, non un piano documentato. Quanto a Tommy Mottola, ex capo di Sony Music e poi titolare del marchio Casablanca Records con Universal, non conosco prove di un suo ruolo sovraordinato a Combs.
Rispetto allo schema: recinto, reclutamento e materiale filmato sono documentati; il ricatto sistematico e la rete di protezione sono sostenuti dalle accuse ma non dalla sentenza.
6. La variante italiana
Berlusconi e il caso Ruby A. Karima El Mahroug, nata il 1° novembre 1992, frequenta nel 2010, a diciassette anni, le serate di Villa San Martino ad Arcore. Le ragazze arrivano attraverso tre figure: Emilio Fede, Lele Mora, Nicole Minetti. La notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 Ruby viene fermata a Milano per furto; Berlusconi telefona in questura sostenendo che sia la nipote di Mubarak, e la ragazza viene affidata a Minetti.
- Ruby 1: condanna in primo grado a sette anni (2013), assoluzione in appello (2014) confermata in Cassazione (2015). Non fu provata la costrizione sul funzionario, né la consapevolezza della minore età.
- Ruby bis: condanne definitive per Fede, Mora e Minetti per favoreggiamento della prostituzione.
- Ruby ter: Berlusconi assolto nel 2023 dall’accusa di aver pagato le testimoni; morto nello stesso anno, il reato si è estinto per lui.
È accertato che ad Arcore si svolgessero serate con prostituzione e che Ruby fosse minorenne; non è accertato che Berlusconi abbia avuto con lei rapporti a pagamento sapendone l’età.
Lo schema qui è presente in scala ridotta (villa, reclutatori, telefonata in questura) ma senza la dimensione internazionale. È un circuito parallelo, non un nodo della rete Epstein.
Quanto a un legame diretto con Epstein, i file contengono soprattutto rassegne stampa sulle vicende giudiziarie di Berlusconi e tracce di incontri che persone vicine a Epstein avrebbero voluto organizzare, mai avvenuti. La battuta secondo cui Berlusconi avrebbe declinato un invito rispondendo che le sue feste erano migliori circola sui social senza alcun documento a sostegno, e non la uso.
Briatore A. Compare nei file con email tra il 2005 e il 2010; Epstein lo chiamava «Italian friend». Una foto del 2001 lo ritrae sulla sua barca con Epstein, Maxwell, Giuffre e Naomi Campbell. Non è accusato di reati.
7. I precedenti: lo stesso schema prima di Epstein
- North Fox Island, Michigan (anni ’70) A. Il milionario Francis Shelden compra un’isola, costruisce una pista e, dietro la copertura di un campo natura per ragazzi, produce pornografia infantile. Fugge dagli Stati Uniti nel 1976 prima dell’arresto e muore in Olanda senza processo. I legami con l’Oakland County Child Killer restano C.
- Franklin, Nebraska (anni ’80-’90) C. Lawrence King, dirigente di una cooperativa di credito e figura repubblicana, è accusato di gestire una rete che recluta ragazzi da orfanotrofi e da Boys Town. L’investigatore Gary Caradori muore nel 1990 in un incidente aereo con il figlio di otto anni. I grand jury definiscono le accuse «a carefully crafted hoax» e incriminano alcuni accusatori per falsa testimonianza. Il giornalista Nick Bryant sostiene invece che la rete fosse più grande di quella di Epstein e collegata a Craig Spence, a Washington, con una casa piena di microfoni per ricatto.
- Dutroux, Belgio (anni ’90) AC. Marc Dutroux rapisce e uccide diverse ragazze. Sostiene di essere un esecutore di una rete più alta. Il giudice Connerotte viene rimosso dall’indagine. Nel suo scantinato si trovano migliaia di capelli, con profili DNA mai identificati.
- Zorro Ranch (2026) AC. Il New Mexico istituisce una commissione d’inchiesta e perquisisce il ranch; un’email anonima del 2019 parlava di due ragazze sepolte lì.
La ricorrenza che mi interessa non è il crimine, ma ciò che accade dopo: l’indagato fugge o muore, l’investigatore muore o viene rimosso, le prove spariscono, l’inchiesta si chiude sul singolo. È il quarto elemento dello schema, la protezione, ed è quello che si ripete con più regolarità.
8. Il recinto senza muri: i social media
Tutti i casi visti finora richiedono un luogo fisico e un intermediario: un’isola, una villa, una reclutatrice. Le piattaforme social hanno reso superflui entrambi. È il punto in cui questo tema smette di riguardare le élite e tocca chiunque abbia un figlio con uno smartphone.
8.1 L’esposizione dei minori A
Chiunque usi Snapchat lo vede: molti profili sono di minorenni, e una parte di loro si espone nelle storie e nei contenuti pubblici in modi che un adulto malintenzionato sa leggere benissimo. L’età minima dichiarata è 13 anni, ma la verifica è una data di nascita autodichiarata. I dati misurano il fenomeno meglio delle impressioni:
- nell’indagine 2025 di Thorn, un minore su undici tra i 9 e i 17 anni dichiara di avere condiviso proprie immagini di nudo (uno su nove tra gli adolescenti). Di questi, il 30% le ha inviate a qualcuno che credeva adulto, il 22% a qualcuno conosciuto solo online, e quasi la metà dice di averlo fatto sotto pressione;
- nel rapporto 2025 dell’Internet Watch Foundation, il 27% delle oltre 512.000 immagini e video di abuso analizzati è classificato come «autoprodotto», cioè ripreso dal minore stesso, da solo; tra i 14-17enni la quota sale al 33%. L’IWF stessa avverte che il termine inganna: «autoprodotto» non significa spontaneo, e molto spesso dietro c’è qualcuno che ha chiesto, insistito o minacciato.
Il meccanismo è quello della ricompensa: visualizzazioni, risposte, attenzione. Un’adolescente che scopre che un certo tipo di storia raccoglie più reazioni non sta prendendo una decisione sessuale; sta rispondendo a un sistema progettato per massimizzare il coinvolgimento. La responsabilità di ciò che ne segue non è sua. Nel libro tratto questa dinamica come parte di un fenomeno più largo, la sessualizzazione sistematica dei minori nei media e la dissoluzione dei tabù che proteggevano l’infanzia (4.1.6.3.3).
8.2 Perché proprio Snapchat AC
Non è l’unica piattaforma coinvolta (nei dati sulla sextortion Instagram la precede), ma il suo disegno riunisce le condizioni ideali:
- messaggi che scompaiono, che danno a chi invia una falsa sensazione di sicurezza e a chi indaga meno prove;
- storie, che trasformano la vita quotidiana in una vetrina continua;
- suggerimenti di amicizia e contenuti pubblici, che mettono in contatto sconosciuti;
- mappa, che può mostrare dove si trova una persona.
Sono le stesse funzioni che ne hanno fatto il successo tra i giovanissimi. Nel settembre 2024 il procuratore generale del New Mexico ha fatto causa a Snap; nella versione non oscurata dell’atto compaiono documenti interni secondo cui, a fine 2022, l’azienda riceveva circa 10.000 segnalazioni di sextortion al mese, considerate «una piccola frazione» dei casi reali; un account segnalato 75 volte era rimasto attivo; e, secondo un’analisi interna, il 70% delle vittime non segnalava perché convinto che non sarebbe successo nulla. Sono accuse dello Stato, non accertamenti di un tribunale; Snap risponde di avere progettato il servizio per rendere difficile agli sconosciuti trovare i minori.
Nel 2025 Snap ha inviato al NCMEC, il centro statunitense per i minori scomparsi e sfruttati, circa 752.000 segnalazioni, di cui 19.000 per sextortion e oltre 86.000 per adescamento. Nell’analisi di Thorn sui dati NCMEC, tra le segnalazioni che indicano dove è avvenuto il primo contatto, Instagram compare nel 45% dei casi e Snapchat nel 32%.
8.3 Dall’adescamento al ricatto A
La sequenza tipica è breve: contatto su una piattaforma aperta, spostamento su una chat privata, richiesta di un’immagine, e poi la minaccia di diffonderla. Le forme sono due. Quella sessuale mira ad altre immagini o a un incontro. Quella finanziaria, in forte crescita, colpisce soprattutto ragazzi adolescenti ed è gestita da gruppi organizzati che chiedono denaro: nel 2025 il NCMEC ha ricevuto circa 80.000 segnalazioni di sextortion su minori. In diversi casi documentati la vittima si è tolta la vita nel giro di poche ore.
Letto con gli strumenti della psychosecurity, l’adescamento è un attacco di ingegneria sociale a tutti gli effetti. L’adulto si presenta come l’unico che capisce, offre attenzione e consigli, e induce un transfert in cui la vittima comincia a vederlo come figura di riferimento: da quel momento il suo giudizio è compromesso, e nessun avvertimento razionale basta da solo. Un adolescente è il bersaglio ideale perché le funzioni con cui dovrebbe validare quell’input sono ancora in formazione. Quali leve espone ciascun tipo psicologico, e con quali difese si chiudono, è ciò che mappa lo strumento sulle vulnerabilità psicologiche, insieme al framework di difesa del libro.
In Italia la Polizia Postale ha trattato nel 2025 2.623 casi di pedopornografia online (224 arresti, 1.085 denunce), 434 casi di adescamento, con vittime sempre più giovani, e 223 di sextortion. Sono i casi emersi: per la natura del fenomeno, il sommerso è molto più grande. A questo si aggiunge l’intelligenza artificiale, che permette di generare immagini di abuso a partire da fotografie comuni: per essere ricattati non serve più nemmeno avere inviato qualcosa.
8.4 Lo schema, automatizzato
Riletti con i cinque elementi della sezione 1, i social non sono un caso in più: sono lo stesso schema senza i suoi costi.
| Elemento | Nel circuito d’élite | Sulle piattaforme |
|---|---|---|
| Recinto | Isola, villa, club | La chat privata, il messaggio che scompare |
| Reclutamento | Una persona di fiducia | L’algoritmo che suggerisce contatti e premia l’esposizione |
| Ricatto | Registrazioni nascoste | L’immagine inviata dalla vittima stessa |
| Protezione | Procuratori, avvocati, accordi | Segnalazioni ignorate, anonimato, giurisdizioni diverse |
| Silenzio | Il patto tra potenti | La vergogna della vittima |
La differenza è di scala e di classe. Epstein aveva bisogno di un jet e di una rete di complici; oggi basta un account. E qui i dati della sezione 2 tornano utili al contrario: l’autore tipico dei reati online non è il potente protetto, ma l’individuo isolato, o il gruppo criminale che del sesso non si interessa affatto e vuole solo denaro. Il circuito d’élite e quello delle piattaforme hanno la stessa forma e protagonisti diversi.
8.5 Il nodo della sorveglianza
C’è un ultimo aspetto, ed è quello che lega questo articolo al tema della sorveglianza. La tutela dei minori è l’argomento più forte a favore della scansione generalizzata delle comunicazioni private: è la logica della proposta europea nota come Chat Control, in discussione dal 2022, e di ogni richiesta di indebolire la cifratura. Ma i documenti della causa del New Mexico raccontano altro: le segnalazioni c’erano, a migliaia, fatte dagli utenti stessi, e non venivano lavorate. Il problema non era l’impossibilità di vedere, ma la scelta di non intervenire su ciò che si vedeva già, perché intervenire costa e riduce il coinvolgimento.
Ne esce un paradosso: piattaforme che non agiscono sugli abusi segnalati, e Stati che in nome di quegli abusi chiedono di leggere i messaggi di tutti. Si può prendere sul serio il primo problema senza accettare la seconda soluzione: moderazione obbligatoria delle segnalazioni, impostazioni protettive predefinite per i minori, limiti ai contatti tra adulti sconosciuti e minorenni, responsabilità civile delle aziende per i difetti di progettazione. Sono misure mirate, e nessuna richiede una sorveglianza di massa.
9. I recinti del potere
Qui non si parla più di abusi, ma dell’infrastruttura sociale che rende possibile la protezione: luoghi dove l’élite si incontra senza testimoni.
Bohemian Grove A. Club privato fondato a San Francisco nel 1872, con un campo di 2.700 acri tra le sequoie dove ogni luglio si ritrovano circa 1.500 uomini: presidenti, banchieri, generali. Il motto «Weaving Spiders Come Not Here» vieta di parlare d’affari, ma nel settembre 1942 vi si tenne, organizzata da Ernest Lawrence, una riunione preparatoria di quello che diventerà il Progetto Manhattan. Il rito d’apertura, la Cremation of Care, consiste nel bruciare un’effigie davanti a un gufo di pietra alto circa dodici metri. Per il sociologo G. William Domhoff è teatro goliardico; per Alex Jones, che vi si infiltrò nel 2000, è un sacrificio a Moloch.
La sovrapposizione è però sbagliata in partenza: Moloch è una divinità cananea raffigurata con testa di toro, a cui secondo il Levitico si sacrificavano bambini; il gufo è l’animale di Minerva. Non esiste prova che nel Grove si sacrifichi qualcuno. Resta il fatto che la segretezza rende impossibile la verifica, ed è questo, più del gufo, a generare sospetto.
Skull and Bones A. Società segreta di Yale fondata nel 1832: tre presidenti, John Kerry, generazioni di dirigenti di Wall Street. Il rito prevede la confessione ai compagni della propria biografia intima: di nuovo, un legame fondato su ciò che gli altri sanno di te.
Bilderberg A. Forum fondato nel 1954 nei Paesi Bassi dal principe Bernhard. Circa 130 partecipanti, Chatham House Rule, nessun comunicato. Negli ultimi anni è cresciuta la componente tecnologica e militare. L’edizione 2026 si è tenuta a Washington dal 9 al 12 aprile, con 128 partecipanti da 23 paesi: tra loro il segretario generale della NATO Mark Rutte, la direttrice dell’MI6 Blaise Metreweli, il segretario dell’Esercito USA Daniel Driscoll, il re e la regina dei Paesi Bassi, Eric Schmidt, Alex Karp (Palantir), Demis Hassabis (Google DeepMind) e Jack Clark (Anthropic). In agenda, tra l’altro: «Future of Warfare», «Trans-Atlantic Defence-Industrial Relationship», «Arctic Security», «AI», «Digital Finance». Il consenso informale non ha bisogno di decisioni formali: può diventare un programma e apparire poi come corso naturale degli eventi.
La sovrapposizione con Epstein. Non esiste un collegamento organizzativo, né prova che Epstein fosse membro del Grove. Esiste una sovrapposizione di persone: Børge Brende, Eric Schmidt, Reid Hoffman, Peter Thiel, Larry Summers compaiono sia nelle liste Bilderberg sia nei file. E una somiglianza di forma: sull’isola Epstein fece costruire un padiglione a strisce con cupola dorata, labirinti di pietra, statue. Il conto bancario intestato a «Baal», invece, non esiste: nel documento del 2009 la dicitura «Baal. name» sta sulla riga dove dovrebbe esserci «Bank name» (segue «Wachovia Bank») ed è un errore di riconoscimento del testo su un fax scansionato; l’intestatario del conto è la società One Clearlake Centre LLC. È un buon esempio di come nasce un indizio simbolico.
Il nesso è quindi strutturale, non genealogico: uomini di potere che si ritirano in un recinto sigillato e si riconoscono in ciò che vi condividono.
10. Dove il fatto diventa mito
Un caso vero come quello di Epstein ha un effetto collaterale: rende plausibile tutto ciò che gli somiglia. Questa sezione riguarda quel margine.
Le email “cannibali”. «Cream cheese baby» è, letta per intero, una battuta sulla crema di formaggio vegetale per i bagel. L’email del neurologo Mark Tramo sui neonati e il ciuccio cita uno studio sulla voce materna; resta legittimo chiedersi perché ne scrivesse proprio a Epstein. L’unico riferimento a bambini smembrati viene da una deposizione anonima del 2019 basata su ricordi recuperati sotto ipnosi, che l’FBI non ritenne indagabile. Chi crede a queste letture risponde che un’accusa del genere non potrebbe comunque essere perseguita senza travolgere troppi nomi: è un argomento che non si può confutare, e proprio per questo non prova nulla.
Pizzagate. Nato nel 2016 dalle email di John Podesta pubblicate da WikiLeaks, lette come codice pedocriminale, e concentrato sulla pizzeria Comet Ping Pong, che non ha nemmeno un seminterrato. Nel dicembre 2016 Edgar Welch vi entrò armato per «salvare i bambini», non trovò nulla e fu condannato a quattro anni. Nessuna accusa è mai stata formalizzata. La teoria però sopravvive, perché Epstein ha dimostrato che la categoria (élite, abuso, protezione) era reale. Ciò non rende vero il caso specifico: conferma lo schema, non la pizzeria.
Sosia, cloni, ologrammi. I sosia dei capi di Stato sono pratica documentata; gli ologrammi anche (Tupac a Coachella nel 2012, i comizi di Modi nel 2014). Da qui alla teoria del sosia di Epstein all’obitorio, smentita, o a quella su Jim Carrey ai César 2026, smentita dagli organizzatori, il passo è breve. Questi casi indicano che il vuoto di credibilità istituzionale aperto dalla morte di Epstein viene riempito con qualunque cosa.
Gli Illuminati. L’Ordine degli Illuminati di Baviera fu fondato a Ingolstadt nel 1776 da Adam Weishaupt: circa duemila intellettuali anticlericali, sciolti dal governo bavarese nel 1785. Il mito nasce dopo: Barruel e Robison attribuiscono loro la Rivoluzione francese; negli anni ’20 Nesta Webster li trasforma in una setta ebraico-massonica padrona della finanza, e i suoi testi vengono ripresi dai movimenti fascisti e antisemiti. Nel 1975 la satira The Illuminatus! Trilogy li consegna alla cultura pop, e molti lettori non colgono la satira.
A questo filone appartiene anche il racconto esoterico su Nimrod, che arriva dalla letteratura antimassonica dell’Ottocento (Hislop, The Two Babylons) e non dalla Bibbia né da fonti storiche: Nimrod, signore di Babilonia, ucciso e smembrato da Sem, con i pezzi del corpo inviati ai sacerdoti; i segreti dei gradi massonici, fino al 33°, custodirebbero i luoghi di quelle reliquie. Lo cito come mito di origine, perché spiega da dove vengono molte letture simboliche di oggi, comprese quelle sul Grove e sull’isola.
Le carte e la felpa. Il gioco Illuminati: New World Order (Steve Jackson Games, 1994) contiene carte che sembrano anticipare l’11 settembre, la pandemia, l’assalto al Campidoglio. Con oltre trecento carte su ogni scenario distopico, alcune coincidenze sono statisticamente inevitabili, come per i Simpson. Nel 2010 Mark Zuckerberg, sudando sul palco di AllThingsD, apre la felpa e mostra uno stemma interno; Kara Swisher scherza: «It’s like a secret cult». Era un gadget aziendale. Entrambi gli episodi mostrano come nasce la lettura cospirativa: un simbolo nascosto, un imbarazzo, una coincidenza. È la proiezione all’opera su scala collettiva: un contenuto psichico (la paura di un potere invisibile) viene collocato su un oggetto esterno, e il simbolo smette di rimandare a qualcosa per essere preso alla lettera. I miti di Moloch, di Baal e di Nimrod funzionano perché danno forma a configurazioni che l’inconscio storico conosce già; quale di esse sia attiva in ciascuno è ciò che misura il Test dei Miti.
Il punto che tengo fermo è questo: la rete di potenti che emerge dai casi documentati non ha bisogno degli Illuminati per esistere. Attribuire tutto a un’organizzazione occulta millenaria è un modo di sottovalutare come funziona il potere reale, che non è un gruppo ma una rete.
11. Le correlazioni
| Caso | Recinto | Reclutamento | Ricatto | Protezione | Esito |
|---|---|---|---|---|---|
| Epstein | Isola, ranch, townhouse | Massaggi pagati, vittime reclutatrici | Sospettato, non provato in giudizio | Patteggiamento 2008 | Morte in cella, Maxwell condannata |
| IOR / Orlandi | Vaticano | (non pertinente) | Pista del sequestro come ricatto finanziario | Archivi, tombe richiuse | Irrisolto |
| Combs | Ville, hotel | Carriere, contratti | Feste filmate | Non provata | Condanna parziale |
| Arcore | Villa privata | Fede, Mora, Minetti | Non emerso | Telefonata in questura | Assoluzione, condanne dei reclutatori |
| North Fox Island | Isola privata | Finto campo per ragazzi | Materiale fotografico | Fuga all’estero | Mai processato |
| Franklin | Feste private | Orfanotrofi, istituti | Sostenuto da Bryant | Grand jury: «hoax» | Investigatore morto |
| Dutroux | Scantinato | Rapimento | Sostenuto dall’imputato | Giudice rimosso | Condanna del singolo |
| Social media | Chat privata, messaggi effimeri | Algoritmi, contatti suggeriti | Immagini inviate dalla vittima | Segnalazioni non lavorate | Fenomeno di massa, in crescita |
| Grove, Bones, Bilderberg | Campo, “Tomb”, hotel | Cooptazione | Segreti condivisi | Riservatezza | Nessun reato accertato |
Tre correlazioni mi sembrano solide:
- Le persone. Gli stessi nomi attraversano finanza, politica, accademia, tecnologia e forum riservati. È una sovrapposizione di reti, verificabile.
- Il denaro. JP Morgan è il punto in cui la storia di Epstein e quella dello IOR si toccano materialmente.
- La protezione. In quasi tutti i casi l’indagine si ferma al singolo, e chi prova ad andare oltre viene rimosso.
E una è debole: il simbolismo. Gufi, cupole e scacchiere collegano i casi solo per somiglianza, e l’unico indizio che sembrava documentale, il conto «Baal», si è rivelato un errore di scansione. È il livello più suggestivo e il meno dimostrabile.
11.1 La piramide sociale
Le correlazioni si possono disporre anche in verticale. Non è l’organigramma di un’organizzazione, che allo stato delle prove non esiste: è la distribuzione dei ruoli che ricorrono nei casi, ordinati per potere e per numero. Sei livelli, dal vertice alla base.
| Livello | Chi | Funzione nello schema | Cosa è provato | Come finisce |
|---|---|---|---|---|
| 1. Garanti | Finanza, apparati giudiziari e istituzionali, ambienti riservati | Protezione | Singoli atti (il patteggiamento del 2008, l’accordo di JP Morgan); nessun sistema unitario | Nessuna condanna |
| 2. Frequentatori | Politici, reali, magnati, accademici | Domanda e legittimazione; sono anche i ricattabili | La presenza quasi sempre, la complicità quasi mai | Dimissioni, accordi civili |
| 3. Organizzatori | Epstein, Combs, Shelden, King | Gestiscono il recinto e l’archivio | Sentenze e atti | Morte in cella, fuga, condanna parziale |
| 4. Reclutatori e intermediari | Maxwell; Fede, Mora, Minetti; le vittime spinte a reclutarne altre | Reclutamento | Sentenze definitive | Le condanne più certe |
| 5. Piattaforme e predatori comuni | Social media e i loro algoritmi; adescatori isolati, gruppi di sextortion | Recinto e reclutamento automatizzati | Atti e dati ufficiali (752.000 segnalazioni di Snap nel 2025; 2.623 casi in Italia) | Arresti dei singoli, cause contro le aziende |
| 6. Vittime | Minori poveri, istituzionalizzati, stranieri; adolescenti online | Sono la materia dello scambio | Un minore su undici ha condiviso proprie immagini | Vergogna, silenzio, raramente un risarcimento |
Letta così, la piramide dice tre cose.
La prova e la pena si assottigliano salendo. Le condanne certe colpiscono il quarto livello e, in parte, il terzo. Al secondo arrivano dimissioni e accordi economici; al primo niente. Si può leggere in due modi: o in alto la responsabilità è davvero minore, o è in alto che la protezione funziona meglio. I casi della sezione 7, dove l’indagine si ferma sempre al singolo, fanno propendere per la seconda lettura, ma è un’inferenza e non una prova.
I flussi vanno in direzioni opposte. Dal basso salgono corpi, immagini, materiale di ricatto e denaro; dall’alto scendono denaro, protezione e silenzio. Il ricatto è ciò che tiene insieme i livelli: chi sta al secondo è al tempo stesso cliente e ostaggio del terzo, ed è per questo che il sistema non ha bisogno di un capo.
I social hanno tagliato il mezzo. Nel circuito d’élite servono organizzatori e reclutatori; sulle piattaforme il terzo e il quarto livello sono sostituiti da un algoritmo, e il predatore comune raggiunge la base da solo. La piramide si allarga e si abbassa: meno potere al vertice, molte più vittime alla base.
È anche una piramide di classe. Alla base stanno i minori che nessuno difende, in cima chi può permettersi avvocati, accordi e discrezione; e la ricerca della sezione 2 descrive, non a caso, soprattutto chi sta al quinto livello: quelli che vengono presi.
12. Conclusione
Chi sta nel giro internazionale del potere può agire al di sopra della legge purché rispetti il silenzio e i patti, come in una loggia. Questo è ciò che i casi documentati mostrano, e non riguarda una parte politica: nella stessa rete compaiono il repubblicano Trump e il democratico Clinton.
I social media mostrano l’altra faccia: lo stesso schema, privato dei suoi costi, è alla portata di chiunque, e le aziende che lo ospitano hanno scelto a lungo di non vedere le segnalazioni che ricevevano.
La ricerca scientifica aggiunge un tassello che di solito manca in questi discorsi: l’abuso praticato in questi ambienti non è la manifestazione di una patologia rara, ma l’esercizio di un privilegio. Per questo non si cura; si protegge.
Da qui in avanti è interpretazione mia, non un dato S. Incrociando i tasselli (l’eugenetica di Epstein, il transumanesimo, il peso crescente di tecnologia e apparati militari nei forum riservati, la sorveglianza di massa) leggo una direzione comune: una società in cui la tecnica regna sovrana, il dio viene costruito fisicamente e ogni uomo può essere sorvegliato e controllato; una forma di collettivismo spiritualista perseguita attraverso la globalizzazione e la dissoluzione delle appartenenze etniche e nazionali, di cui l’Agenda 2030 sarebbe l’espressione attuale. I documenti non provano questo disegno. Provano una rete, i suoi interessi e la sua impunità. Se quella rete abbia anche un progetto, o soltanto delle abitudini, è la domanda con cui questo lavoro resta aperto.
Materiali e fonti
Video raccolti
- https://youtu.be/3fhK-aGsubM (ricostruzione del caso Combs)
- https://www.youtube.com/shorts/fA-EnyAdxsg?feature=share (riferimenti nei testi di Eminem)
- https://youtu.be/G9ofsGj975c (brano del 2024)
- https://youtu.be/3_557xih2MM (Tupac sulle origini del dissing)
Studi citati nella sezione 2
- Blanchard et al. (2002), traumi cranici infantili e pedofilia, Archives of Sexual Behavior
- Cantor et al. (2004), intelligenza, memoria e lateralità, Neuropsychology
- Cantor et al. (2005), meta-analisi sul QI negli autori di reati sessuali, Psychological Bulletin
- Cantor et al. (2007), statura, Sexual Abuse
- Cantor et al. (2008), deficit di sostanza bianca, Journal of Psychiatric Research
- Schiltz et al. (2007), amigdala, Archives of General Psychiatry
- Schiffer et al. (2007), anomalie fronto-striatali, Journal of Psychiatric Research
- Mohnke et al. (2014), Brain alterations in paedophilia: a critical review, Progress in Neurobiology
- Schiffer et al. (2017) e Gerwinn et al. (2018), consorzio NeMUP: pedofili con e senza reati
Fonti sul caso Epstein (sezione 3)
- Il sistema e il reclutamento. Atto d’accusa del 2019: Dipartimento di Giustizia, procura di New York Sud. Inchiesta Perversion of Justice di Julie K. Brown (Miami Herald, novembre 2018): scheda della Hillman Foundation.
- Condanna di Ghislaine Maxwell (29 dicembre 2021; 20 anni nel giugno 2022). Axios, County Press, la sentenza.
- Annie Farmer a Zorro Ranch nel 1996. Testimonianza al processo Maxwell: NBC News, CBS News.
- Le proprietà. Zorro Ranch, circa 8.000 acri: Fox Business, Wikipedia. Little St. James, circa 72 acri: Axios.
- Patteggiamento del 2008 e Acosta. Rapporto dell’ufficio disciplinare del Dipartimento di Giustizia (novembre 2020), che parla di «poor judgment»: ABA Journal. Dimissioni di Acosta: Miami Herald, 13 luglio 2019.
- Morte in cella. Rapporto dell’Ispettore generale del Dipartimento di Giustizia, giugno 2023: testo integrale, messaggio dell’Ispettore generale. Il rapporto conferma il suicidio e documenta controlli saltati, registri falsificati e telecamere guaste.
- Andrea. Titoli militari e accordo del 2022: Al Jazeera. Rimozione dei titoli, 30 ottobre 2025: ABC News. Memoir di Giuffre e i 15.000 dollari: The New Daily. Email del 2011: 1News. Arresto del 19 febbraio 2026 e rilascio: City AM, Hollywood Reporter, Euronews.
- Clinton e i registri di volo. Fox News, 2016, analisi di Metabunk sui registri del pilota.
- Hawking. Dichiarazione della famiglia e conteggio delle occorrenze: The Business Standard. Simposio del 2006: St. Thomas Source, NPR. Immagini false generate con IA: Lead Stories.
- Stallman. Vice, The Tech (MIT).
- Pubblicazione del 30 gennaio 2026. Channel 4 News, Associated Press. Per le dimissioni vedi più sotto.
- Diana. Ritaglio e bozza di Wolff: Marie Claire, HuffPost. Too Famous: Newsweek. Maria Farmer: MEAWW.
- Eugenetica. Articolo del New York Times del 31 luglio 2019 (Zorro Ranch, Repository for Germinal Choice, crionica): testo ripreso dal Center for Genetics and Society. Rapporto di Harvard del 2020 sui 6,5 milioni: NBC. Email a Chomsky e a Bach: Mother Jones, Futurism, Slate. Test genetici e staminali: CNN. Crittografi: Drop Site News. Southern Trust e la frase su Frankenstein: trascrizione dell’audizione del 15 novembre 2012, St. Thomas Source.
Fonti verificate (8 ottobre 2026)
- Email sullo IOR: è del 21 febbraio 2013, quindi successiva all’annuncio delle dimissioni; testo di Edward Jay Epstein inoltrato a Summers. LifeSite, Infovaticana
- Vano sotto il Teutonico: confermato. Vatican News, Il Tempo
- Cassa di documenti: è un’affermazione di Pietro Orlandi, che la colloca a Santa Maria Maggiore; le chat sono del maggio 2024. Il Tempo, ANSA, Open
- Rassegna stampa Orlandi nei file: confermata. Il Fatto Quotidiano
- Iozzo: contatti documentati; passaporto vaticano solo da informatore FBI su persona dal nome oscurato. NCR, Cybernews
- Conto «Baal»: falso, errore OCR. Lead Stories, Demagog
- Combs: 120 assistiti, 25 minori, il più piccolo di 9 anni, 3.285 contatti; oltre 70 cause a ottobre 2025. Fox 26 Houston, Wikipedia, Forbes
- Dimissioni 2026: confermate con date. NBC News, Deseret, Al Jazeera, Axios
- Gates: Skift, NPR
- Bilderberg 2026: confermati date, sede, numeri, agenda e i nomi citati. Wikipedia, lista ufficiale
- Social media: New Mexico DOJ, NBC News, Senato USA, risposte di Snap, Thorn, sextortion, Thorn, indagine 2025, IWF 2025, ANSA, Polizia Postale, LaPresse
- Aneddoto Berlusconi: nessuna fonte oltre un post virale; escluso. Il Sole 24 Ore