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Psicologia Ontologica

Una riformulazione schematica e ontologica delle tesi di Carl Gustav Jung, integrata con la struttura logica di TheoryFlow. Qui psiche, archetipo e struttura della realtà si leggono sullo stesso piano.

Perché una psicologia ontologica

La psicologia dei secoli scorsi è stata spesso un insieme di congetture narrative, raramente derivate da analisi serie o da considerazioni neuroscientifiche. Ho provveduto a riprendere le tesi di Carl Gustav Jung, a riformalizzarle schematicamente e a dargli un connotato ontologico, mescolandole a ciò che era già stato teorizzato per TheoryFlow.

L’obiettivo non è produrre un’altra etichetta clinica, ma costruire una mappa funzionale: una griglia di lettura in cui i processi psichici, i miti e le strutture archetipiche possano essere osservati, confrontati e validati senza ricorrere a autorità esterne.

Gli ambiti di applicazione si estendono dall’analisi alla produzione artistica, dunque anche musicale e musicologica, e in generale all’ingegneria sociale, sia in contesti mirati che non.

Psychosecurity: dalla Cybersecurity alla mente

L’architettura del cervello si può leggere sugli stessi tre livelli con cui si legge un sistema informatico. I neuroni sono lo strato hardware: l’infrastruttura fisica che esegue processi senza decidere il loro senso. L’inconscio è lo strato di processi in background, cioè routine, pattern, automatismi che girano senza supervisione diretta, come demoni e servizi di sistema. La coscienza è l’interfaccia utente: crede di avere il controllo, ma per lo più osserva l’output di calcoli già avvenuti altrove.

Chiamo psychosecurity la disciplina che nasce leggendo questa architettura con gli stessi strumenti con cui in Cybersecurity si legge un’infrastruttura: dove sono le superfici d’attacco, quali processi girano senza controllo, cosa succede quando un input ostile (una suggestione, una manipolazione, un trauma) raggiunge uno strato privo di meccanismi di validazione. Il social engineering tratta già la persona come superficie d’attacco; la psychosecurity prova a sistematizzare quella lettura in un’architettura coerente, anziché lasciarla un’intuizione tecnica isolata.

Sto scrivendo un libro su questo. È ancora in fase di sviluppo, con molte sezioni da completare e le fonti bibliografiche ancora da inserire, ma è già leggibile capitolo per capitolo così com'è.

Leggi il libro (in scrittura) →

Strumenti: la mappa resa operativa

Una teoria della psiche si misura da ciò che permette di leggere. Questi strumenti prendono tre pezzi del modello, cioè la differenziazione delle funzioni cognitive, la superficie d'attacco di ciascun tipo psicologico e le relazioni che i tipi instaurano tra loro, e li rendono interrogabili: si inserisce una configurazione, una persona o un gruppo, e si ottiene la lettura che il modello ne dà, con il ragionamento che porta al risultato.

Test dei Miti: Mappa dell’Inconscio Storico

Il test è uno strumento interattivo per individuare quale configurazione mitica è attiva nella propria psiche in questo periodo, secondo il modello junghiano dei miti dell’inconscio storico. Rispondi alle 50 domande su scala da 1 a 5: non ci sono risposte giuste, solo una posizione psichica legittima da esplorare.

I dati restano nel browser, non vengono inviati a nessun server. Al termine otterrai il mito dominante, quelli secondari, un grafico radar e una tabella comparativa completa.

Avvia il Test dei Miti →

Musicologia, la mappa applicata al suono

Dal 2020 uso gli stessi termini per leggere la musica. Il timbro fa da simbolo, la melodia fa da rito, le quattro parti di un coro si comportano come le quattro funzioni e il brano intero è un mito. La pagina spiega la musica un elemento alla volta, dal metro ai modi, dall'armonia al coro, e rimanda da ogni capitolo al punto del libro che ne spiega il lessico.

Il risultato più recente è la formula del senso musicale, sviluppata per esteso nel paragrafo Dal timbro musicale al significato.

Leggi la Musicologia →

L'Esperimento: Funzioni Cognitive & Neuroscienze

Qui la mappa smette di essere soltanto una mappa. L'ipotesi da verificare è che Pensiero, Sentimento, Sensazione e Intuizione, le quattro funzioni di Jung, abbiano ciascuna una controparte tra le reti cerebrali a riposo: la FPN, la SN, la SMN, la pDMN. Nessuna rivista l'ha mai dimostrata. I criteri sono falsificabili e i risultati usciranno pubblici comunque, anche se i dati diranno il contrario.

Si parte da un questionario anonimo: dieci minuti scarsi, il tempo che un caffè impiega a diventare freddo. Nessun nome, nessuna email; le risposte contano solo in aggregato. Chi ha un laboratorio, un EEG OpenBCI o semplicemente voglia di scrivere codice per le fasi successive sa dove trovarmi.

Partecipa all'Esperimento →